Merendina Motta
Merendine Buondì Motta
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Merendina MottaVoglio dire la mia sullo spot Buondì Motta. Confesso la prima volta che l’ho vista sono rimasto perplesso e questo mi ha fatto essere più attento alla visione successiva.
Bene, trovo che l’agenzia e in primis la Bauli (proprietaria del marchio Buondì Motta) abbiano avuto il giusto coraggio di smontare tutto quello che è la pubblicità italiana da molti anni a questa parte, dove è tutto perfetto, famigline compunte e amorevoli, cucine e ambienti perfetti ed eleganti sempre sorrisi e buonismo. La bambina petulante e antipatica iporbolicamente voluta, la villa sullo sfondo, il giardino parco, la mamma perfettina che aggiusta i fiori e zac l’asteroide che distrugge tutto questo.Irriverente verso il mondo falso della pubblicità e prendendo a spunto un comune modo di dire (tipo che “Dio mi fulmini”) ecco che suscita ironia e divertimento. Non capisco le mamme che hanno inveito contro lo spot per la paura che i propri figli si impressionassero per la “morte” della signora mamma.
Ma la televisione propina ben altro ai nostri nipoti.

Spot Edeka
La creatività al servizio della consapevolezza alimentare
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Ancora una volta vi parlo, meglio, parliamo di #creatività.  Questa volta vi suggerisco questo spot molto ben girato con una isperazione veramente creativa. Il committente è la catena di supermercati tedeschi EDEKA, che ci ha già abituati a questi #spot creativi che oltre a promuovere l’insegna fa riflettere sulle nostre abitudini di vita.

Ve lo racconto brevemente anche se poi vi invito a vederlo.

In una cittadina dove tutti sono obesi, perfino i cani e dove tutti mangiano lo stesso alimento, un bambino, anche lui obeso, decide di cambiare cibo e abitudini inseguendo il sogno di volare.  Il sogno di volare gli viene al momento in cui vede un merlo posarsi sul davanzale della finestra. Il volo, la leggerezza lo ispirano a tentare di librarsi nell’aria. Ci prova anche con espedienti goffi e maldestri. La sua obesità, ovviamente gli impedisce di imitare il merlo. La sua caparbietà dopo varie cadute, lo porta a seguire il merlo e a notare che l’uccello, si ciba di piccole bacche. Ecco la consapevolezza del cibo, il bimbo cambia alimentazione e si nutre di mirtilli, lamponi, more cioè di cibi naturali, freschi. In breve perde peso e non è più obeso e come un giovane Icaro si libera nell’aria come ha sempre desiderato, come il merlo della finestra.  La catena tedesca di supermercati Edeka, famosa per i suoi spot creativi, colpisce nuovamente nel segno. Questo grazie a “Eatkarus” il nome del bambino che ha proprio due desinenze simboliche: “eat” mangiare e “karus” ispirato ad Icaro. Anche la musica che accompagna l’intero girato è molto indovinata è dà il giusto ritmo a tutto lo spot. Una comunicazione che, con estrema creatività, invita le persone ad avere consapevolezza nella scelta dei cibi da acquistare, a non omologarsi. Lo slogan stesso suggerisce di seguire un’alimentazione sana e a inseguire il proprio io: “Mangia come ciò che vuoi essere”

Zaatri
La creatività per far riflettere
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Zaatri

In questa fredda mattina d’inverno sono seduto alla mia postazione di lavoro. Il Mac si è acceso da pochissimo con il suo solito accordo di pianoforte elettronico.  Mentre fuori dalla finestra una pioggia insistente picchia sui vetri “cantando” una noisa litania. Si apre la pagina del browser e mi soffermo su una immagine di Lifegate. C’è un video fermo lì che aspetta di esssere cliccato. Il fermo immagine mostra un bambino in primo piano.  La curiosità parte a manetta e non posso non puntare il mio mouse sul play del video. Il fotogramma del bambino inizia ad animarsi. Lo vediamo portare sulle spalle un grosso recipiente d’acqua, quando all’improvviso, ad aiutarlo, arriva il mitico eroe “buono”, Batman. Inizia così una complicità tra il bambino e il super eroe. Non continuo a raccontarlo,  potette vederlo anche voi. Vi accorgerete che il bambino è uno degli 80.000 profughi che sono “accampati” a Zaatari in Giordania. E’ divenuta una delle città più grandi della Giordania.

Questo il link:  https://www.facebook.com/lifegate/videos/1223478387684548/?pnref=story

Zaatari, infatti è una delle più popolate città della Nazione araba. Una città senza strade, senza palazzi, senza mezzi di trasporto: è il campo profughi più grande del Paese. I suoi abitanti sono decine di migliaia di profughi siriani, costretti a lasciare la loro terra da quando è scoppiata la guerra. Il filmato è del luglio del 2016 e probabilmente lo avrete già visto su internet o su qualche post di facebook. Io lo vedo solo adesso e lo condivido con voi per due motivi: il primo che certe immagini non le vediamo mai sulle televisioni, o anche se le pubblicassero, non ci soffermiamo mai abbastanza sul dramma della guerra in generale e su questa siriana in particolare. Il secondo è come, in questo caso, la creatività abbia giocato un ruolo importante unendo, ad un dramma così atroce, un personaggio dei fumetti creato da Bob Kane e Bill Finger. Il tutto è girato con la giusta dose di “ironia” senza mai dimanticare l’aspetto drammatico della situazione. E’ quasi come se il bambino sognasse il suo eroe che lo diverte e gioca con lui tra le tende del campo. Bella la scelta del regista che, nell’ultima scena, fa scomparire il supereroe, che cede il ruolo al padre del bambino. Ben girato e ben sceneggiato facendo riflettere su di uno dei drammi più cruenti senza cadere nel pietismo e nel commovente a tutti i costi, ma anzi restare “leggeri” per poi mettere in evidenza la sofferenza di una guerra.

 

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#Festivaldisanremo spot
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Siamo ormai vicini, manca veramente pochissimo all’inizio del 67 ° Festival di San Remo. Il “toscanaccio” Carlo Conti si appresta a condurre, insieme a Maria De Filippi la prossima kermesse canzoniera.  Sono appassionato di musica ma San Remo non mi ha mai entusiasmato, preferisco altri generi, anche se riconosco che da questa manifestazione sono nati artisti eccellenti come: Modugno, Mina, Vasco, Giorgia, Bocelli e molti altri. Senza contare la vera protagonista: la musica. Qui hanno preso il volo successi come: Donne, Vita spericolata, Volare (nel blu dipito di blu), Con te partirò, Gianna, Piazza grande e molte molte altre. Molti dei grandi successi che hanno fatto il giro del mondo, sono arrivati ultimi nella classifica generale del Festival. Ma non voglio parlare di musica ma di comunicazione. Voglio parlare dello spot che la RAI ha programmato per promuovere l’evento sanremese.

In particolare quello che vede protagonisti una famiglia di Extraterrestri che si mette a cantare il successo di Eros Ramazzotti “Una terra promessa” arrivata al 1º posto nella categoria “Giovani” nel 1984. A chiusura dello spot la voce fuori campo che conclude con il claim: “Tutti cantano Sanremo”.

 

Lo trovo veramente azzeccato. E’ divertente, accattivante, impattante e mette subito in evidenza di che cosa si parla nell’annuncio: Il Festival di Sanremo. Lo sottolinea con un grande successo di una passata edizione e lo rende protagonista con quella frase secca ed esplicita: “Tutti cantano Sanremo”.

Lo stesso dicasi per il video con i tre bimbi nell’utero materno che cantano e ballano sulle note di “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti, canzone vincitrice di Sanremo nel 1964.  

C’è un terzo video quello degli animali che canta “Non amarmi” cantata da Aleandro Baldi e vincitrice nel 1992 nella sezione giovani proposte. Questo lo trovo meno azzeccato, forse perchè ho visto il cantante paragonato …. “canti come un cane”  :))).

Bene comunque sia una buona comunicazione. Si attendono commenti.

philips
Philips per la sanità
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philips

Lo spot che tengo a presentarvi è una interessante comunicazione di Philips. Un lava vetri si sveglia in ritardo per andare a lavoro. In  fretta fa colazione, si veste da uomo ragno,  così vestito esce di casa.  Saluta la vicina tranquillamente e questa ne rimane sorpresa.

Il ragazzo nell’ascensore lo vede come il suo eroe e  cerca di imitarlo cambiando postura. Il lava vetri perde il taxi e si mette a correre per le vie di New York tra lo stupore dei passanti. Arrivato al palazzo in cui lavora è costretto a fare tutte le scale perchè l’ascensore è occupato.

Arrivato sul tetto si lancia come il vero uomo ragno nel vuoto per riuscire a pulire i vetri del palazzo.

Si ferma a pulire una finestra sospeso in aria. Oltre la vetrata un bambino si stupisce e sorride nel vedere l’uomo ragno e si avvicina alla finestra per avvicinare la sua mano a quella del suo eroe.

Il bambino non è solo e si capisce che è una clinica per bambini affetti da patologie anche gravi.

Lo spot è veramente azzeccato ed interessante.

La comunicazione di Philips per la sanità ha una creatività efficace, divertente che tratta in modo intelligente un argomento delicato come la salute dei bambini.

I creativi in questo caso hanno saputo trattare un argomento “istituzionale” per Philips con la giusta dose di ironia.

La head finale : “Vediamo l’assistenza sanitaria in modo diverso” conclude lo spot sottolineando come Philips intervenga con i suoi prodotti e le sue tecnologie nel campo della sanità con novità e soluzioni innovative.

Una head che va a coronare l’immagine dell’ “Uomo ragno” che è un pulivetri. Un pulivetri speciale che riesce a portare un po’ di emozione e divertimento a chi ne ha veramente bisogno.

Lo spot così sceneggiato ha anche un valore di originalità che evidenzia anche come Philips sia innovativa nel suo campo.

Ciao alla prossima

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Campagna Actimel
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Avete visto la recente campagna Actimel in TV? Bene eccola qua:

Per una volta il famoso latte fermentato di Danone non è ricorso alle solite animazioni per una comunicazione funzionale, per far vedere il prodotto sotto forma di freccina che pian piano raggiunge il nostro intestino e ci aiuta con i suoi fermenti a controllare i processi intestinali.

Actimel, un fermento, che aiuta a sostenere le difese immunitarie, è stato riposizionato come un prodotto che aiuta ad affrontare i momenti difficili della nostra quotidianità. Sentirsi positivi è importante. Influisce su ciò che facciamo e su come lo facciamo.

La strategia di comunicazione: Con Actimel ci sentiamo più forti, più “protetti” e carichi per affrontare una dura giornata piena di impegni.

Questo è il claim: Stay Strong

“Quando siamo in modalità Stay Strong ci sentiamo meglio. Lottiamo per i nostri obiettivi e aiutiamo anche gli altri a raggiungere i loro, anche nei momenti di difficoltà. Il mondo ha bisogno di più persone così. Possiamo affrontare ogni giornata, facendo vedere al mondo chi siamo. Stay Strong.”

Con questi presupposti sono nate alcune iniziative di comunicazione come gli spot “dell’insegnante” e quello del video qui sopra “del contadino”.

Veramente una bella idea che ha ribaltato il concetto comunicativo di questi prodotti fermentati. Che sicuramente si rivolge ad un vasto pubblico con efficacia e la giusta ironia. Bravi i creativi e brava Danone.