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Philips per la sanità
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Lo spot che tengo a presentarvi è una interessante comunicazione di Philips. Un lava vetri si sveglia in ritardo per andare a lavoro. In  fretta fa colazione, si veste da uomo ragno,  così vestito esce di casa.  Saluta la vicina tranquillamente e questa ne rimane sorpresa.

Il ragazzo nell’ascensore lo vede come il suo eroe e  cerca di imitarlo cambiando postura. Il lava vetri perde il taxi e si mette a correre per le vie di New York tra lo stupore dei passanti. Arrivato al palazzo in cui lavora è costretto a fare tutte le scale perchè l’ascensore è occupato.

Arrivato sul tetto si lancia come il vero uomo ragno nel vuoto per riuscire a pulire i vetri del palazzo.

Si ferma a pulire una finestra sospeso in aria. Oltre la vetrata un bambino si stupisce e sorride nel vedere l’uomo ragno e si avvicina alla finestra per avvicinare la sua mano a quella del suo eroe.

Il bambino non è solo e si capisce che è una clinica per bambini affetti da patologie anche gravi.

Lo spot è veramente azzeccato ed interessante.

La comunicazione di Philips per la sanità ha una creatività efficace, divertente che tratta in modo intelligente un argomento delicato come la salute dei bambini.

I creativi in questo caso hanno saputo trattare un argomento “istituzionale” per Philips con la giusta dose di ironia.

La head finale : “Vediamo l’assistenza sanitaria in modo diverso” conclude lo spot sottolineando come Philips intervenga con i suoi prodotti e le sue tecnologie nel campo della sanità con novità e soluzioni innovative.

Una head che va a coronare l’immagine dell’ “Uomo ragno” che è un pulivetri. Un pulivetri speciale che riesce a portare un po’ di emozione e divertimento a chi ne ha veramente bisogno.

Lo spot così sceneggiato ha anche un valore di originalità che evidenzia anche come Philips sia innovativa nel suo campo.

Ciao alla prossima

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L’idea che fece nascere tante idee.
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345x234-images-stories-collezione-fiat_500_rossa_1968Era una calda mattina di giugno, già alle nove si presagiva una giornata afosa.

Parcheggio, chiudo il tettuccio della mia 500 rossa, apro il portone dell’ufficio in cui lavoravo, faccio pochi passi nel corridoio e apro la porta a vetri alla mia destra e affacciandomi saluto: “Buongiorno Giancarlo, senti una cosa, che ne dici di aprire un’agenzia di pubblicità?” La risposta non tardò ad arrivare: “Perché no? Mi piace l’idea.” Ecco come è nata Intermedia nel lontano 1978.

Erano gli anni delle prime, così dette, “radio libere” e intuii che la pubblicità avrebbe avuto uno sviluppo notevole.

Fu così che ci ritrovammo nel novembre di quell’anno davanti ad un compunto e serioso notaio pisano ed iniziò l’avventura.

Non fu per niente facile, lo confesso, ero stato molto più ottimista quella mattina di giugno. I clienti stentavano ad arrivare, anzi non arrivavano per niente.

La difficoltà più grande in quel periodo era la cultura imprenditoriale. Non c’era una preparazione verso la comunicazione. Era raro trovare aziende strutturate con un ufficio marketing, al massimo era la direzione commerciale che si occupava di pubblicità, o come spesso la chiamavano di “reclame”.

Il reparto comunicazione o pubblicità, come meglio si definiva all’epoca, era quasi sempre destinato alla moglie o ai figli del titolare. Era visto come secondario, marginale.

Questo era dovuto anche al tessuto imprenditoriale della mia regione, dove più spesso si incontravano imprese che erano cresciute in volume di affari, in qualità, in quote di marcato, in referenze, in organizzazione, ma fondamentalmente erano rimaste degli “artigiani”. Era prioritario investire in un macchinario che facilitava le lavorazioni piuttosto che sull’immagine dell’azienda o del prodotto.

Abbiamo fatto la così detta gavetta, iniziando con piccoli clienti, per piccole iniziative.

Da autodidatti della comunicazione ci siamo letti decine di libri, partecipato a corsi, convegni, fondato associazioni di categoria, e soprattutto facendo esperienza sul campo.

Questo non ci bastava e abbiamo voluto un riconoscimento alla nostra auto formazione e l’abbiamo ottenuta divenendo Tecnici Pubblicitari Professionisti con tanto di esame con un grande creativo di allora: Marco Vecchia.

Oggi Intermedia lavora in svariati settori merceologici e tra i suoi clienti ci sono multinazionali come: Knauf, leader mondiale nei sistemi costruttivi a secco, Cromology multinazionale francese del colore con una varietà di marchi come Max Meyer, Duco, Lo Specialista di Mister Color e molti altri, Oticon multinazionale danese e Bernafon svizzera, entrambe numeri uno nelle protesi acustiche, e un leader indiscusso della grande distribuzione italiana come Conad.

Una lunga esperienza iniziata quel caldo mattino di giugno, appena sceso da una 500 rossa.