Spot Edeka
La creatività al servizio della consapevolezza alimentare
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Ancora una volta vi parlo, meglio, parliamo di #creatività.  Questa volta vi suggerisco questo spot molto ben girato con una isperazione veramente creativa. Il committente è la catena di supermercati tedeschi EDEKA, che ci ha già abituati a questi #spot creativi che oltre a promuovere l’insegna fa riflettere sulle nostre abitudini di vita.

Ve lo racconto brevemente anche se poi vi invito a vederlo.

In una cittadina dove tutti sono obesi, perfino i cani e dove tutti mangiano lo stesso alimento, un bambino, anche lui obeso, decide di cambiare cibo e abitudini inseguendo il sogno di volare.  Il sogno di volare gli viene al momento in cui vede un merlo posarsi sul davanzale della finestra. Il volo, la leggerezza lo ispirano a tentare di librarsi nell’aria. Ci prova anche con espedienti goffi e maldestri. La sua obesità, ovviamente gli impedisce di imitare il merlo. La sua caparbietà dopo varie cadute, lo porta a seguire il merlo e a notare che l’uccello, si ciba di piccole bacche. Ecco la consapevolezza del cibo, il bimbo cambia alimentazione e si nutre di mirtilli, lamponi, more cioè di cibi naturali, freschi. In breve perde peso e non è più obeso e come un giovane Icaro si libera nell’aria come ha sempre desiderato, come il merlo della finestra.  La catena tedesca di supermercati Edeka, famosa per i suoi spot creativi, colpisce nuovamente nel segno. Questo grazie a “Eatkarus” il nome del bambino che ha proprio due desinenze simboliche: “eat” mangiare e “karus” ispirato ad Icaro. Anche la musica che accompagna l’intero girato è molto indovinata è dà il giusto ritmo a tutto lo spot. Una comunicazione che, con estrema creatività, invita le persone ad avere consapevolezza nella scelta dei cibi da acquistare, a non omologarsi. Lo slogan stesso suggerisce di seguire un’alimentazione sana e a inseguire il proprio io: “Mangia come ciò che vuoi essere”

philips
Philips per la sanità
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philips

Lo spot che tengo a presentarvi è una interessante comunicazione di Philips. Un lava vetri si sveglia in ritardo per andare a lavoro. In  fretta fa colazione, si veste da uomo ragno,  così vestito esce di casa.  Saluta la vicina tranquillamente e questa ne rimane sorpresa.

Il ragazzo nell’ascensore lo vede come il suo eroe e  cerca di imitarlo cambiando postura. Il lava vetri perde il taxi e si mette a correre per le vie di New York tra lo stupore dei passanti. Arrivato al palazzo in cui lavora è costretto a fare tutte le scale perchè l’ascensore è occupato.

Arrivato sul tetto si lancia come il vero uomo ragno nel vuoto per riuscire a pulire i vetri del palazzo.

Si ferma a pulire una finestra sospeso in aria. Oltre la vetrata un bambino si stupisce e sorride nel vedere l’uomo ragno e si avvicina alla finestra per avvicinare la sua mano a quella del suo eroe.

Il bambino non è solo e si capisce che è una clinica per bambini affetti da patologie anche gravi.

Lo spot è veramente azzeccato ed interessante.

La comunicazione di Philips per la sanità ha una creatività efficace, divertente che tratta in modo intelligente un argomento delicato come la salute dei bambini.

I creativi in questo caso hanno saputo trattare un argomento “istituzionale” per Philips con la giusta dose di ironia.

La head finale : “Vediamo l’assistenza sanitaria in modo diverso” conclude lo spot sottolineando come Philips intervenga con i suoi prodotti e le sue tecnologie nel campo della sanità con novità e soluzioni innovative.

Una head che va a coronare l’immagine dell’ “Uomo ragno” che è un pulivetri. Un pulivetri speciale che riesce a portare un po’ di emozione e divertimento a chi ne ha veramente bisogno.

Lo spot così sceneggiato ha anche un valore di originalità che evidenzia anche come Philips sia innovativa nel suo campo.

Ciao alla prossima

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Che cos’è un brief pubblicitario?
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slide-3-p1.pngE’ un documento, direi fondamentale, per fornire le giuste indicazioni all’agenzia da parte del cliente, su che cosa vuole che questa produca per raggiungere determinati obiettivi.

Ma non può concludersi con due righe anche se la sintesi è essenziale per focalizzare l’attenzione e di conseguenza i risultati, sulle vere necessità.

Prima di redigere un brief occorre quindi avere ben chiaro cosa vogliamo, qual è l’obbiettivo, il target di riferimento, e completarlo con altre informazioni che saranno necessarie ed essenziali all’agenzia senza perdere di vista la sintesi.

Quando è il primo incarico affidato all’agenzia occorreranno:

  • informazioni dettagliate sull’azienda, la sua storia, sui prodotti commercializzati e nello specifico su quello da comunicare, la concorrenza, il mercato, il consumatore tipo, il posizionamento del prodotto;
  • gli obiettivi da raggiungere attraverso la comunicazione
  • il target di riferimento
  • budget a disposizione per la produzione e per la divulgazione, eventuali preferenze sui media.

Quando l’agenzia è ben inserita nel coinvolgimento aziendale è ovvio focalizzarsi solo su obiettivi, posizionamento della marca, target, tono della comunicazione ed eventuali altri aspetti di pianificazione.

Un colloquio con l’ufficio marketing è sempre necessario perché ci sia un interscambio di vedute, di valori e concetti da divulgare. Un interscambio di competenze e di esperienze che aiuta a migliorare i risultati sotto ogni punto di vista.

Oggi con le nuove tecnologie crediamo di risparmiare tempo con un contatto epistolare elettronico (giro di parole per non dire e-mail) che spesso hanno necessità di interpretazioni e quindi di inficiare un lavoro anche se ben svolto.

Il de-brief

L’account dovrebbe elaborare un documento da inviare al cliente dove riassumere e confermare le indicazioni ricevute. Esso dovrebbe essere scritto subito dopo l’incontro con il cliente. Il de-brief è uno strumento per verificare che le informazioni trasmesse siano state recepite correttamente.

La struttura di un brief pubblicitario

  • Background: le informazioni riguardanti il prodotto, la marca, la storia e la filosofia aziendale, il posizionamento, le strategie di marketing e di comunicazione, la concorrenza, il mercato di riferimento e il consumatore tipo.
  • Consumer Insight: informazioni su come il consumatore percepisce la marca, o quella più diffusa. Quello che il consumatore si aspetta dall’azienda e dal prodotto. Per consentire all’agenzia di focalizzarsi su gli aspetti comunicativi del prodotto, ad esempio: il prezzo, l’affidabilità della marca, il soddisfacimento di un bisogno concreto, ecc.
  • Promessa. Cosa promette il prodotto al cliente, quali sono i punti di forza del brand.
  • Reason why. Argomenti per rendere credibili le promesse del prodotto. Le “prove sufficiente” a ciò che la comunicazione promette del prodotto.
  • Obiettivi di marketing: Quello che il marketing vuole presentare al mercato: un nuovo prodotto, rivitalizzare un brand, riposizionarlo sul mercato di riferimento, implementare il raggiungimento di un certo target, raggiungerne di nuovi, migliorare le performance di vendita o di distribuzione, espandere le proprie aree di copertura commerciale ecc.
  • Obiettivi di comunicazione: questi possono essere: lanciare un nuovo brand, aumentare la riconoscibilità di quelli esistenti, consolidare l’immagine dell’azienda, comunicarne i valori, ecc.
  • Target: il pubblico a cui indirizzare la comunicazione e occorre acquisire le informazioni anagrafiche, geografiche, socio-economiche e attitudinali del consumatore potenziale.
  • Stile della comunicazione: avere una indicazione sulle modalità espressive, il tono che la comunicazione dovrà assumere in riferimento anche al target.
  • Budget e tempistiche: i mezzi finanziari a disposizione e l’ipotesi di un planning.

Un brief non ha lo scopo di suggerire strategie creative ma i giusti elementi per elaborare soluzioni creative adatte al raggiungimento degli obiettivi.